Spostamento fisico quotidiano: emozioni in viaggio

Spostamento fisico quotidiano: emozioni in viaggio

EMOZIONI IN VALIGIA

Fin da bambini la voglia di sapere, di conoscere e di provare emozioni in viaggio  ci appartiene totalmente, e nella magnifica nostra evoluzione che è la vita la cosa non cambia mai. C’è chi dice che i marinai non sono mai stati attratti dalla bellezza delle sirene o dalla loro incantevole voce, ma  piuttosto dalla promessa di svelare loro molteplici segreti. Così ogni uomo, indotto da una immensa curiosità, decideva di ascoltarle, di guardarle e poi di sparire per sempre con loro negli abissi. Viaggiare significa quindi distaccarsi da ciò che si sa, che si conosce, per scoprire qualcosa di nuovo. Più semplicemente, osservare tutto da un’altra prospettiva.

Significato del termine viaggio

Il tema del viaggio può essere a volte mal interpretato, è interessante quindi leggere quanto scritto da Federico Bertolini, psicologo e psicoterapeuta che opera nell’ambito della Psicologia Clinica e della Psicologia del Lavoro, nel suo blog. Vi riportiamo qui una parte del suo scritto particolarmente interessante.

Centrale nella cultura antica è il mito/viaggio dell’eterno ritorno, che rispecchia nelle proprie storie il cerchio della vita – morte – rinascita. Interessante al proposito risulta vedere l’etimologia delle parole per capire il loro significato originario e profondo: partiamo dall’inizio della vita, quindi di un viaggio, qual è l’esistenza di ciascun individuo, a cominciare dalla nascita. I verbi partorire e partire, pur essendo diversi tra di loro, contengono entrambi il concetto di separazione, di distacco. Derivano da pario (= partorisco), a cui è collegato parare (= acquistare, preparare), di cui separare è un verbo composto che ha il significato di allontanare. Partire deriva da parte e significa, inizialmente, ripartire, distribuire le parti; partirsi è separarsi, “staccarsi dal luogo dell’identificazione collettiva per affrontare i rischi e il disagio del viaggio” (De Clementi, Stella). La partenza, nel suo doppio significato di iniziare, incominciare e, all’opposto, di finire e, in assoluto, di morire, è una sintesi simbolica “di un’esperienza universale in cui nascita e morte rappresentano momenti essenziali del far parte per se stesso nel processo di individuazione”.

artwork by hula

ll vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.

MARCEL PROUST

Il Sedicente Moradi, LA SIRENA, assemblaggio di legno. Spiaggia della lecciona (LU)
liqen x san basilio

Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove.

PINO CACUCCI

confini by blu

Di confini non ne ho mai visto uno. Ma ho sentito che esistono nella mente di alcune persone.

THOR HEYERDAHL

black sea by jake-aikman-kyiv-ukraine

Quale mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha un’altra riva, e arriverò.

CESARE PAVESE

“Buon viaggio, che sia un’andata o un ritorno, che sia una vita o solo un giorno, che sia per sempre o un secondo… Coraggio! Lasciare tutto indietro e andare…”

Entusiasmanti le parole di Cesare Cremonini in uno dei suoi più grandi successi “Buon Viaggio”, forse canzoni come questa possono farci riflettere su l'importanza del viaggio come emozione.

Autrice: Sara

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Francesca.effe

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