Migrazioni politiche | Il muro di Berlino

Migrazioni politiche | Il muro di Berlino

IL MURO DI BERLINO

Il Muro di Berlino venne costruito costruire dal governo per impedire la libera circolazione delle persone tra Berlino Ovest e Est. Venne considerato la linea di confine europea tra la zona d’influenza statunitense e e quella sovietica durante la guerra fredda.

Al momento della sua erezione il muro separò, apparentemente per sempre, famiglie e amicizie, lasciando entrambe le metà della città, nello sconforto e nella disperazione. Il muro, tenne divisa la città di Berlino per quasi trent’anni, dal 1961 fino al 1989, giorno in cui il governo tedesco decretò l’apertura delle frontiere.

Durante questi anni, gli studi sostengono che furono uccise più di 200 persone, mentre cercavano di superare il muro per raggiungere l’altro lato.

Il 9 novembre 1989, dopo settimane di disordini pubblici, il governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio molti cittadini dell’Est si arrampicarono sul muro e lo superarono per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall’altro lato in un’atmosfera festosa.  Durante le settimane successive il muro venne demolito, lasciando intatte le parti del muro contaminate dalla street-art.

La caduta del muro di Berlino aprì la strada per la riunificazione tedesca che fu formalmente conclusa il 3 ottobre 1990.
Il Muro di Berlino ebbe un forte impatto culturale, sociale ed emotivo, non solo sui cittadini di Berlino, ma anche nel resto dei cittadini del mondo.

muro di berlino

East Side Gallery

Gli anni della divisione avevano diversificato di gran lunga le due facciate del muro di Berlino. Famosi murales coprivano il lato ovest.

Mentre il grigiore dominava la parte est, poiché sorvegliato dalle guardie pesantemente armate della Germania Est.

Il merito spetta all’artista francese Thierry Noir che per primo iniziò l’opera . Noir era rintanato in un lugubre ospedale abbandonato mentre un giorno, dalle finestre dell’edificio gli balenò l’idea di donare luci e colori su quel muro.

Il muro diventò subito il luogo in cui padroneggiava la libera espressione. Infatti, poco tempo dopo l’abbattimento del muro, le autorità della città dettero il via al primo progetto integrato, La East Side Gallery che divenne la ‘voce’ degli artisti di strada.

Oltre 100 artisti collaborarono per la realizzazione dei famosi graffiti sul Muro di Berlino.

Il muro si coprì quasi interamente di murales, dalle semplici scritte a disegni molto elaborati.

Artisti provenienti da ogni parte del mondo, con i loro murales raccontarono la storia di Berlino e dei suoi cittadini.

Mille colori hanno illuminato e colorato il muro, rappresentando una città in ginocchio, martoriata dalla guerra e dalla povertà.

Un vero inno alla libertà,  alla pace, all’uguaglianza e all’abbattimento di muri fisici e mentali che nello stesso tempo divenne una denuncia sociale.

muro berlino arte
reunion

La voglia di libertà, nei graffiti nella East Side Gallery, traspare attraverso immagini sfacciate, indignate e sarcastiche.

Con l’abbattimento del muro alcuni punti caratterizzati da graffiti di street-art vennero conservati in particolare quelli presenti sulla famosa East Side Gallery.

L’immagine simbolo del muro di Berlino è il bacio “socialista” fra Erich Honecker e il segretario del PCUS Leonid Brežnev.
La East Side Gallery, lunga più di 1 km, è stata definita la più grande galleria di pittura all’aria aperta del mondo.

Autore: Sara

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