Immobilismo o movimento. Fermati, apri gli occhi e cammina!

Immobilismo o movimento. Fermati, apri gli occhi e cammina!

NUOVA AVVENTURA O SOLITA MONOTONIA? STOP HERE &RE-START

Quante volte per colpa dell’immobilismo psicologico sei rimasto fermo con la paura di non sapere cosa c’è oltre la linea? Spesso ti sei fermato lì. Ma superare queste linee è sempre proibito? “Non oltrepassare la linea gialla” Quante volte hai sentito queste parole aspettando la metropolitana, un treno o semplicemente facendo la fila in farmacia?! Ti ritrovi sempre con un piede che vuole superarla e l’altro che intimidito glielo impedisce, arrestando quella fretta che ogni giorno ti fa perdere l’ordinario. Alcuni attimi e il piede si ricongiunge al suo compagno secondo la regola: “attendi qui il tuo turno”.

“Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più.”


Oscar Wild

 

Immobilismo e paura

Di fronte ad una linea pensiamo troppo spesso a quello che potremmo perdere valicandola,  e non riusciamo a cogliere e a vedere le opportunità che ne sono al di là. Sogni un futuro migliore ma resti sempre ancorato al passato perchè negli spazi a te conosciuti ti senti al sicuro, ben difeso e possiedi il controllo su tutto. Al contrario ciò che è al di là della linea ti rende insicuro e inerme, fermo al tuo posto, convinto di non riuscire ad affrontare quel cambiamento che è  inevitabile.

Nelle “dinamiche esistenziali”, l’immobilismo è un passo indietro; l’attivismo, un modo per non indietreggiare.

Sandro Pandolfi, Il tempo verticale, 2011

L’illusione della paura

La paura ti blocca e non ti predispone all’azione diversa, in grado di cambiare te e il tuo futuro, continuando a ripetizione a vivere nella routine. L’insicurezza ti porta a credere che le tue paure siano insuperabili, invece la maggior parte dei nostri timori non sono poi così grandi, molti sono irrazionali ed esistono solo nella nostra mente. La tua immaginazione può essere a volte tanto crudele da rendere le tue incertezze delle ansie mastodontiche, così pesanti da immobilizzarti senza permetterti di esplorare una realtà che potrebbe essere migliore. La comfort zone, seppur sicura e a tua misura, delimita i sogni e soffoca la naturale propensione umana a muoversi e a cambiare; crea in ogni uomo il timore dell’ignoto e quindi una ipnotica ma illusoria sensazione di tranquillità e stabilità.

Qui indugi, lì ti affretti; e là corri, ma non aspetti. Così il pensiero di un uomo: il movimento lo tiene in vita, mentre l’immobilità lo fa morire.

Kahlil Gibran, Una lacrima e un sorriso, 1914

 

 

Vivere non significa accontentarsi al di qua della linea, in uno spazio finito, certo, ma tingere quella linea con i colori stra-ordinari delle avventure quotidiane. È scegliere di vivere e non di resistere!

Immobilismo psicologico

 

 

 

 

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Francesca.effe

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