Flussi migratori per catastrofi naturali

Flussi migratori per catastrofi naturali

L’UOMO NON CREA, L’UOMO DISTRUGGE

Dagli anni ’70 il clima è letteralmente impazzito, ma quali sono le cause? Quali sono le vittime?

Per ‘disastro naturale’ si intende un evento nel corso del quale una comunità è sottoposta a un grave pericolo ed è soggetta a perdite, di proprietà, di beni, di popolazione, in misura tale che la struttura sociale viene sconvolta e risulta impossibile lo svolgimento delle funzioni essenziali della società stessa.

Scandone e Giacomelli

Le catastrofi naturali sono inevitabili e sono sempre avvenute nel tempo, ma le attività dell’uomo e l’intervento umano sull’ambiente hanno portato a un’intensificazione dei disastri, a un aumento della loro frequenza, intensità, durata ed estensione.

Questo perchè nel corso degli anni l’evoluzione della specie umana ha cambiato radicalmente il pianeta. Abbiamo visto modificare la composizione chimica dell’atmosfera e degli oceani, il mutamento del corso dei fiumi, le trasformazioni del  suolo e la costruzione di edifici in qualsiasi punto del mondo. Queste trasformazioni del pianeta hanno reso le catastrofi naturali più frequenti ed estreme  e si è capito che le cause sono da attribuire all’umanità stessa e alla sua evoluzione.

Blu - Grottaglie

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Chi da tutto questo è più colpito sono le molteplici vittime che quotidianamente perdono la vita, i loro cari o la loro casa. I disastri naturali non causano di per sé uno spostamento di popolazione ma questo viene scaturito dalla vulnerabilità sociale e politica delle persone e dalla mancanza di protezione da eventi ambientali traumatici.

In tal caso, però non esiste un termine per descrivere popolazioni che sono costrette a spostarsi a causa di cambiamenti climatici o ambientali ma l’etichetta “rifugiati ambientali” ha preso piede a livello internazionale. Ciò che rende più arduo definire con certezza chi sia il “rifugiato ambientale” è che non c’è differenza tra chi decide spontaneamente di migrare e chi vi è forzato quando si tratta di cause ambientali e/o climatiche.

Rifugiati ambientali

Quando si parla di rifugiati spesso si immagina che per chi ha dovuto abbandonare contro la sua volontà la sua patria, tornare a casa sia la soluzione migliore di lungo periodo. Tuttavia chi è stato costretto ad andarsene per ragioni ambientali non potrà fare ritorno e quindi, ancora una volta, il concetto di rifugiato è fuori luogo e ingannevole.

I disastri naturali non causano di per sé uno spostamento di popolazione; sono piuttosto la vulnerabilità sociale e politica delle persone e la mancanza di protezione da eventi ambientali traumatici che la predispongono alla fuga.Le popolazioni si spostano dunque a causa dell’impraticabilità di svolgere attività che possano permettere la sopravvivenza, nelle zone soggette a catastrofi naturali quali le loro case.

 

Ho sentito alcuni cercare di negare l’evidenza dicendo che non sono scienziati e che non abbiamo abbastanza informazioni per agire. Bene nemmeno io sono uno scienziato, ma, sapete, conosco un sacco di ottimi scienziati alla NASA, NOAA e nelle nostre maggiori università. I migliori scienzati del mondo ci stanno dicendo che le nostre attività stanno cambiando il clima e che se non agiamo con forza continueremo a vedere i mari che si alzano, maggiori ondate di calore, sempre più pericolose siccità ed inondazioni, e altre catastrofi di massa che potrebbero scatenare migrazioni, conflitto e fame in tutto il globo.

 

Barak Obama, gennaio 2015

Autrice: Sara

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Francesca.effe

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