Case history | Sammy Basso

Case history | Sammy Basso

SAMMY BASSO – ROUTE 66

 

Dice di aver sempre avuto la passione per gli indiani: sul comodino, accanto alla lampada di Burt Simpson, ha un librone che ne racconta la storia insieme alla cartina della Route 66, la “sua” strada.

“Il viaggio è sempre stato una metafora di vita.”

A dirlo è un ragazzino di 22 anni. Sammy Basso, non un ragazzo qualunque.
Ha sul viso e sul corpo i segni di una malattia genetica molto rara: la progeria. Detta anche Sindrome di Hutchinson-Gilford è conosciuta come la malattia dell’invecchiamento precoce, un invecchiamento che intacca il fisico, ma non la mente.Aveva due anni quando è arrivata la diagnosi schiacciante che non ha impedito a questa famiglia di rialzarsi.
Negli Stati Uniti Sammy c’era già andato, in ospedale, per le cure mediche: a Boston c’è la Progeria Research Foundation, che utilizza cure sperimentali, e Sammy le sta seguendo dal 2007. Gli era però rimasto il sogno di vederla un po’ meglio questa America. Soprattutto voleva vedere dove vivevano gli indiani, così, finita la scuolasuperioreè partito con mamma papà e un amico, Riccardo.
Il racconto di questo viaggio è andato in onda su Nat Geo People canale Sky
A St. Louis fece il first pitch, il primo lancio alla partita di baseball dei Cardinals . A Los Angeles anche un incontro da sogno. Prima Matt Groening (il papà dei Simpson) e – grazie all’aiuto dell’associazione Make-A-Wish® Italia Onlus- James Cameron, il regista del suo film preferito, Avatar.
Ad oggi insegue ancora i suoi sogni e per questo è tornato in Italia. Si è laureato con 110 e lode presso l’Università di Padova, dipartimento di Fisica perché da grande Sammy vuol diventare fisico nucleare.

Tre incontri che ti hanno colpito di più nel tuo viaggio?
«Incontrare James Cameron, il regista di Avatar, e Matt Groening, il creatore dei Simpson, è stato fantastico e surreale. Anche l’ incontro con Lerry, il Navaho che ci ha guidati per un pezzo del nostro percorso, è stato stupendo. Ma tutti sono stati incredibili».

– Se dovessi scegliere un paesaggio fra quelli che hai contemplato?
«Credo di essere caduto nella ben nota disputa tra Monument Valley e Grand Canyon».

– Cosa ti resta di questa esperienza?
«Ho potuto guardare e comprendere i costumi di gente diversa, dagli amish agli indiani, dai motociclisti. Mi sono rimasti dentro la bellezza della natura, le amicizie fatte e un fantastico ricordo di un viaggio con persone che mi vogliono bene».
– E telecamere e obiettivi?
«Le telecamere e gli obiettivi sono sempre strani, per non parlare dei microfoni. Non è facile, ma divertente. La troupe era fantastica, siamo diventati amici : le risate più belle le ho condivise con questo gruppo».

– Pensi che il programma possa sensibilizzare sulle malattie rare?
«Certamente. Credo che agli spettatori faccia bene vedere che anch’ io ho potuto fare un viaggio del genere, che spaventerebbe anche chi ha gambe buone. Sensibilizzerà sulla mia malattia e sulla visione che si ha dei disabili».

– Negli studi cosa ti appassiona?
«Tutte le scienze, e credo che la Fisica, guardando al cuore della materia, abbia le carte in regola per risolvere molti problemi. L’ ho scelta per questo e per pura passione».

– Sei anche impegnato nell’ associazione che porta il tuo nome e hai scritto un libro intitolato Scolpire il corpo, scoprire l’ anima.

«L’ Associazione italiana progeria Sammy Basso Onlus, unica in Europa, lavora per far conoscere la malattia e raccogliere fondi per la ricerca. È un grande impegno, ma vedere persone che fanno l’ impossibile per aiutarmi ripaga di tutto.

– Dove trovi la forza per affrontare la tua malattia e gli sguardi curiosi di alcune persone?
«Ciò che mi aiuta, anche quando sembra che tutto e tutti mi vadano contro, sono la fede e l’ amore delle persone care, genitori per primi. Per quanto riguarda lo sguardo curioso delle persone, credo mi salvi il mio spirito di sopportazione ».

– Cosa fai nel tempo libero?
«Leggo, disegno, recito. E non solo. Mi perderei ore su Internet, ma comunque il modo migliore di passare il tempo libero è quello di stare in compagnia degli amici».

– I tuoi sogni?
«Il più immediato è diventare un fisico delle particelle. E poi riuscire ad aiutare gli altri, come tante persone fanno ora con me».

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Francesca.effe

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