Case history | Alo

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ALO

ALO (Aristide Loria) street artist nato in Italia ad Ancona è un autodidatta. Ha preso alcune lezioni di disegno presso “Industrial Design” mentre viveva a Firenze, ma ha smesso presto non apprezzando l’arte per scopi pubblicitari.

Il suo lavoro è principalmente incentrato sulla figura umana in uno stile ritrattistico e i suoi personaggi hanno iniziato ad apparire sulle pareti molto presto: dappertutto in tutta Italia, in particolare Perugia, Milano e Roma, e poi a Londra dove vive dal 2011.

Sebbene possa sembrare contraddittorio, ALO è un “pittore di street art”. L’uso di pennelli e pennarelli determina l’aspetto pixelato a strisce dei suoi ritratti, i toni luminosi degli sfondi, la maggior parte delle volte colori primari, definiscono il significato e la gamma emozionale di ogni opera d’arte.

I pezzi esterni di ALO vengono elaborati lentamente; il lavoro è diluito in molte fasi di preparazione della superficie e i dettagli sono accuratamente stratificati.

 

Breve BIO

Dopo un breve periodo basato su diverse tecniche di street art, ALO ha iniziato a dipingere i suoi ritratti direttamente sui muri usando pennelli e pennarelli. Quando si è trasferito a Londra ha iniziato a dipingere i suoi personaggi striati nella zona dell’East-End, per lo più nelle strade di Shoreditch, Brick Lane e Hackney.
Il suo lavoro è una miscela provocatoria tra tribale e concettuale.
Con affermazioni come Poor vs Poor e False Flag che adornano alcuni di questi dipinti, sta aggiungendo un tono politico all’espressione della sua arte.
Le opere di ALO non sono solo semplici dipinti; sono un commento sociale del tempo.
Lo scopo della sua arte di strada è portare uno stile pittorico sui muri. I suoi ritratti di strada hanno spesso una cornice dipinta che ingabbia il personaggio e dà l’impressione di un dipinto incorniciato.
Il suo stile è caratterizzato da linee tratteggiate e contrasti cromatici.

Soggetti: emarginati della società

ALO

Lo stile di ALO è unico e immediatamente identificabile, ma afferma che non è mai in grado di descrivere realmente il suo stile:

“Ho bisogno di dipingere persone, personaggi della realtà in cui vivo; è come una ricerca sui sentimenti e sui problemi di un essere umano. “

Poiché ALO nasce artisticamente dalla strada, è stato naturale per lui portare i suoi dipinti sui muri, poiché si sente molto più vicino al mondo della strada rispetto a quello dei “pittori tradizionali”.
ALO individua i suoi personaggi nelle strade, dove li riporta in forma di opere d’arte.È spesso ispirato dagli estranei che vivono nella sua stessa area.

Ritrae non solo mendicanti, prostitute e drogati, ma anche persone “normali” che soffrono la vita ma tendono a nascondere i propri sentimenti. Tutta la sua opera si basa sul portare a galla i sentimenti umani più profondi attraverso colori e forme.

“Mi piace l’idea di fare qualcosa per tutti … qualcosa non vendibile”

ALO è influenzato dall’arte africana dove i suoi “perdenti” cercano di inviarci messaggi attraverso un labirinto di rebus cubista di parole e oggetti; ci fissano sotto una pioggia di pennellate senza fine.

Tutti i ritratti hanno gli occhi pieni di emozioni: dolcezza, amore, disperazione, rabbia, follia.

Anche se apprezza molti stili di street art, il suo obiettivo è portare qualcosa di diverso alla street art, staccandosi dalla pop art, dallo stile dei cartoni animati e dagli stencil.

Vi proponiamo acuni momenti di due interviste realizzate su Repubblica/NEXT e Scenecontemporanee con ALO. P

Come ti sei accostato alla street art?

E’ coinciso con il non sentirmi a mio agio con il mondo classico degli artisti di oggi che spesso tendono ad essere elitari. Essendo una persona di strada sono rimasto affascinato dall’idea di creare arte non vendibile e per tutti, senza né il bisogno di chiedere permessi né di aspettare l’approvazione del critico di turno.

Come descrivi la tua arte? Cosa vuole comunicare con il tuo lavoro?

Quello che faccio è semplicemente ritrarre personaggi su qualsiasi superficie disponibile, che appunto può essere una tela come un muro. Il mio obiettivo non e’ quello di comunicare particolari messaggi. Il mio modo di comunicare penso sia piuttosto legato alla sfera emotiva, quindi può variare a seconda di chi osserva il dipinto.

Che cosa ha rappresentato per te Perugia e che cosa ancora oggi rappresenta?

A Perugia e in Umbria in generale ho mosso i primi passi nel mondo dell’arte, le prime mostre ed i primi esperimenti di street art, anche se non c’era una vera e propria scena di arte di strada quando ho iniziato. A Perugia ho attaccato i primi manifesti che facevo con le immagini dei miei quadri, per poi attaccarli sui muri di Roma e Milano. Il tutto prima di iniziare a dipingere direttamente sul muro come continuo a fare, con la stessa tecnica con cui dipingo su tela.

Come è visto dagli altri street artists un artista che dalla strada passa a una galleria del calibro di Saatchi?

In generale è stata vista come una bella occasione di fare entrare l’arte urbana in posti dove prima non c’era. Per la mostra personale ho potuto inoltre dipingere le colonne della stanza per la prima volta, segno di come anche gallerie più “ufficiali” si stiano aprendo alla concezione di arte urbana.

L’esperienza che ancora oggi ritieni la più significativa del tuo percorso?

Quella di uscire di notte e dipingere sui muri. Oltre a mettermi nella posizione di decidere da solo della mia arte, mi ha personalmente aperto a nuove tecniche e nuove vie artistiche parallele al lavoro “da studio”, a volte anche per errore.

 

Dipingi esclusivamente figure umane. Perché?

Non c’è una risposta. È più un bisogno interno che devo soddisfare. La ricerca artistica sulla figura umana è l’unica che mi interessa al momento. Allo stesso tempo non mi do limiti e se in futuro sentissi il bisogno di cambiare soggetto potrei farlo senza problemi.

 

Autore: Sara

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