Arte e migrazione in Caravaggio

Arte e migrazione in Caravaggio

Arte e migrazione in Caravaggio

 

Un qualsiasi quadro del Caravaggio ci parla sempre del QUI E ORA.
Ci parla di chi vive e muore in povertà, in fuga, migrando.
Per esempio, il suo “amorino dormiente” può ricordare una foto che ha commosso e scosso il mondo, quella del bambino Aylan morto su una spiaggia greca dell’Egeo in fuga dal Medio Oriente in guerra.
La tela racconta di un bambino addormentato, abbandonato a un sonno profondo per nulla turbato dal fiotto di luce che lo colpisce proprio sul grembo e di rimbalzo anche sul volto.
È nudo, e dorme sulla terra nuda.
Caravaggio dipinse questa piccola tela a Malta, negli ultimi momenti della sua permanenza nell’isola, dove aveva cercato protezione presso i cavalieri di Malta, avendo iniziato lui stesso il percorso per entrare nell’ordine.
Fuggiva, com’è noto, dal mandato di cattura per il delitto commesso a Roma due anni prima.
Fuggiva anche lui spostandosi nel Mediterraneo. A Malta era arrivato da Napoli.

Certamente l’arte non può salvare dal naufragio chi migra su barconi fatiscenti, può però dare una mano a salvare una cultura dall’incomprensione, dalle barriere, può aiutare a comprendere che il genere umano naviga sulla stessa barca e quando muore qualcuno che scappa da guerre e miserie, in realtà muore anche qualcosa di chi sta a casa al sicuro.

AUTORE: Marianna Astero

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